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Perché il decreto sulle barriere «salva motociclisti» rischia il flop

Lo hanno chiamato «salva motociclisti» ed era atteso da almeno dieci anni, quando il ministero delle Infrastrutture costituì il primo gruppo di lavoro sul tema delle protezioni da mettere vicino all’asfalto per evitare che la testa di chi cade da una moto possa incastrarsi sotto il guard-rail o sbattere su superfici di forma pericolosa...

La settimana del fisco dal 13 al 17 maggio 2019

Amici e Colleghi, ben ritrovati! Vediamo insieme la carrellata delle principali notizie fiscali della settimana: iniziamo con i nuovi ISA

 ISA 2019: ecco le regole degli Indici Sintetici di Affidabilità

Pubblicato l’atteso Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate sugli ISA, gli indici sintetici di affidabilità, che andranno a sostituire gli studi di settore. In generale, gli ISA prevedono per il periodo d’imposta 2018 l’attribuzione di un grado di affidabilità fiscale riconosciuto a ciascun contribuente ed espresso in una scala che varia da 1 a 10. Pubblicato inoltre con successiva Risoluzione il codice tributo necessario per versare l’IVA dovuta nel caso di integrazione degli importi.

Definizione agevolata: possibile lo scomputo di importi già versati

Dagli importi dovuti per la definizione agevolata si scomputano quelli già versati a qualsiasi titolo in pendenza di giudizio e, di conseguenza, l’importo versato dall’istante per la precedente definizione agevolata poi non perfezionata, è scomputabile dall’importo lordo dovuto per l’attuale definizione. E’ questo il fulcro della Risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 136 del 9 maggio 2019 .

Trasmissione telematica corrispettivi: non ammesse le forme miste

Per lo stesso soggetto passivo d’imposta in possesso di più registratori, non saranno ammissibili certificazioni dei corrispettivi giornalieri effettuate in forma promiscua. A chiarirlo l’interpello dell’Agenzia delle Entrate.

Legge europea 2018: cosa cambia a livello fiscale

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 109 dell’11 maggio 2019, la Legge 37/2019: Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea- Legge europea 2018. Il testo tocca molti argomenti; per quanto riguarda le modifiche di interesse fiscale si segnalano le seguenti:

  • Disposizioni in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali (art. 1)
  • Disposizioni in materia di pagamenti nelle transazioni commerciali (art. 5) che modificando il codice dei contratti pubblici (D. Lgs 50/2016) prevede determinati tempi per i pagamenti
  • Disposizioni relative all’IVA applicabile ai servizi di trasporto e spedizione di beni in franchigia (art. 11) in base al quale non sono assoggettati ad IVA i servizi accessori relativi alle spedizioni, sempreché’ i corrispettivi dei servizi accessori stessi abbiano concorso alla formazione della base imponibile e anch’essa non sia assoggettata ad imposta.
  • Disposizioni relative ai termini di prescrizione delle obbligazioni doganali (art. 12) in base al quale i termini per la notifica dell’obbligazione doganale avente ad oggetto diritti doganali sono disciplinati dalle vigenti disposizioni dell’Unione europea.

Deposito fiscale: nuovi chiarimenti dalle Dogane

E’ stata pubblicata dall‘Agenzia delle Dogane e dei Monopoli la Risoluzione 1/D/2019 del 10 maggio con numerosi indicazioni in merito al regime del deposito fiscale.

Definizione agevolata controversie tributarie: circolare dell’Agenzia

È stata pubblicata il 15 maggio la circolare 10/E dell’Agenzia delle Entrate. Dopo la pubblicazione della circolare 6/E con la quale, il 1° aprile 2019, erano stati forniti i primi chiarimenti in ordine alla definizione agevolata delle controversie pendenti introdotta dagli articoli 6 e 7, comma 2, lettera b) e comma 3, del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, si è reso necessario fornire ulteriori chiarimenti.La circolare 10/E si articola in una serie di domande e risposte formulate sulla base dei quesiti pervenuti dalle strutture territoriali anche in relazione alle istanze di definizione presentate dai contribuenti.

Definizione agevolata irregolarità formali: circolare dell’Agenzia

Pubblicata la tanto attesa circolare sulla definizione agevolata delle irregolarità formali introdotta in sede di conversione del decreto legge 119/2018. A due settimane dalla scadenza della prima o unica rata per il pagamento della definizione agevolata (31 Maggio) vengono forniti una serie di chiarimenti in merito alle irregolarità che possono essere oggetto di definizione e quelle che sono da ritenersi sicuramente escluse .

Passando alla recente giurisprudenza segnaliamo la sentenza del Tribunale di Bari che ha chiarito che se il locatore è una persona fisica che non esercita attività imprenditoriale, sussistendo il requisito previsto dalla legge della destinazione dell’immobile ad uso abitativo, è possibile optare per la cedolare secca per la tassazione dei canoni di locazione, e non ha alcuna rilevanza il fatto che il conduttore sia una società.

Concludiamo informando che è stata pubblicata la Guida dell’Agenzia delle Entrate con le indicazi bn oni per le società e le associazioni sportive che vogliono aderire alla definizione agevolata delle liti.


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Progetto Italia, tra Cdp e Salini scintille sulla governance

Sul tavolo anche lo schema dell'operazione e l'impegno degli istituti di credito. Si punta a trovare l'intesa e a sciogliere i nodi rimasti per la data del 19 giugno...

Rientro dei cervelli in Italia: le agevolazioni previste dal decreto crescita

Il recente decreto legge 34 del 2019, in vigore dal 1/5/2019, incrementa i benefici fiscali nei confronti di quei soggetti residenti all’estero che rientrano in Italia, trasferendo la residenza fiscale, dal 2020.  

Il decreto legge,  ha modificato le disposizioni fiscali    che riguardano le agevolazioni previste per:

  • il rientro in Italia  delle maestrenze con significative esperienze lavorative (direttivi o altamente qualificati/specializzati),  contenuto nell’articolo 16,  comma 1, D.Lgs. 147/2015;  mentre il comma 2 dell’articolo 16 (rientro laureati) non ha subito modifiche. 
  • il  rientro in Italia dei docenti/ricercatori, previste dall’articolo 44 del D.L. 78/2010 (Legge 122/2010).

Modifiche apportate all’art.16 del dlgsv 147/2015 per i lavoratori impatriati

La quota di reddito imponibile scende dal 50% al 30%. Rimane inalterata la previsione sulla durata dei benefici,  contenuta nell’articolo 16  comma 3 del D.Lgs. 147/2015 (lo sgravio fiscale decorre dal periodo d’imposta in cui si acquisisce la residenza fiscale in Italia,  più i successivi  quattro periodi d’imposta).

Queste nuove misure agevolative verranno applicate nei confronti di tutti quei lavoratori non residenti in Italia nei due periodi d’imposta precedenti l’impatrio,  che si impegnano a rimanere in Italia per almeno due anni. La nuova previsione normativa, conferma quanto già precedentemente disposto per il rientro dei laureati (articolo 16 coma 2 D.Lgs. 147/2015): 24 mesi;  però riduce il tempo di permanenza all’estero,  richiesto per l’impatrio dei lavoratori direttivi, specializzati, qualificati, dove in precedenza venivano richiesti cinque  periodi d’imposta di residenza all’estero precedente l’impatrio (Art. 16 comma 1, D.Lgs. 147/2015).

L’attività lavorativa deve essere prestata prevalentemente nel territorio italiano, ma non più necessariamente a favore di una impresa residente o da una sua controllata: questo lascia dedurre che l’impresa può essere anche straniera.

In precedenza i lavoratori dovevano rivestire ruoli direttivi o altamente qualificati/specializzati, oggi questa nuova norma viene rivolta a tutti i lavoratori, ai ricercatori ed ai docenti. Il comma 2 dell’articolo 16 del D.LGS 147/2015,  che disciplina il rientro dei laureati,  rimane invariato nella sua precedente formulazione (Essere laureati, aver svolto continuativamente attività di lavoro dipendente o autonomo o d’impresa all’estero per 24 mesi, oppure aver studiato per 24 mesi conseguendo un titolo accademico; trasferire la residenza fiscale in Italia, impegnarsi a permanere in Italia per due anni).

Nei confronti dei lavoratori impatriati vengono potenziati i benefici in talune circostanze:

  • lavoratori con almeno un figlio minorenne o a carico, anche in affido preadottivo le agevolazioni  vengono estese per ulteriori cinque periodi d’imposta; durante gli ulteriori cinque anni lo sgravio è previsto nella misura del 50%;  
  • se i lavoratori diventano proprietari di almeno una unità immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente al trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti al trasferimento (l’immobile può essere acquistato dal lavoratore o dal coniuge, dal convivente o dai figli, anche in compropietà),  le agevolazioni vengono estese per ulteriori cinque periodi d’imposta; durante gli ulteriori cinque anni,  lo sgravio è previsto nella misura del 50%;
  • se i lavoratori hanno almeno tre figli minorenni o carico, anche in affido preadottivo, i benefici vengono estesi per ulteriori cinque periodi d’imposta;in questo caso, per gli ulteriori cinque anni,  lo sgravio è elevato al 90%;
  • se i lavoratori trasferiscono la loro residenza in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia, lo sgravio è previsto nella misura del 90%, fermo restando la durata dei benefici che decorrono dal periodo d’imposta in cui si trasferisce la residenza in Italia e per i quattro periodi successivi.

Modifiche apportate all’art.44 del D.L. 78/2010 – rientro ricercatori/docenti

Nei confronti dei ricercatori/docenti,  vengono previste modifiche all’articolo 44 del D.L. 78/2010; rimane invariata la percentuale di detassazione già oggi al 90%,  mentre viene esteso l’ambito temporale sulla fruizione dei benefici; in precedenza decorreva dal periodo d’imposta in cui il docente diventava residente fiscale in Italia più i successivi tre periodi d’imposta; ora la rinnovata norma prevede la decorrenza dal periodo d’imposta in cui diventa residente fiscale in Italia,  più i cinque periodi d’imposta successivi.

Anche in questo caso sono previsti benefici potenziati, qualora ricorrano particolari situazioni:

  • Nel caso in cui il ricercatore/docente abbia un figlio minorenne o a  carico,  anche in affido preadottivo,  oppure nell’ipotesi di acquisto di proprietà immobiliare di tipo residenziale, successivamente all’acquisto della residenza o nei dodici mesi precedenti al trasferimento; i benefici decorrono dal periodo d’imposta in cui  acquisisce la residenza fiscale e si protraggono per ulteriori sette periodi d’imposta.
  • Nel caso in cui il ricercatore/docente abbia due figli minorenni o a carico,  anche in affido preadottivo,   i benefici decorrono dal periodo d’imposta in cui  acquisisce la residenza fiscale e si protraggono per ulteriori dieci periodi d’imposta.
  • Qualora il ricercator/docente abbia almeno tre figli a carico, i benefici si applicano dall’anno in cui acquisisce la residenza fiscale in Italia e per 12 periodi d’imposta successivi.
  • Tutti questi benefici sono condizionati al fatto che il soggetto rimanga residente fiscale in Italia.

Il regime di favore può trovare oggi applicazione anche alle persone fisiche che avviano una attività d’impresa dal periodo d’imposta successivo al 2019.

Mancata iscrizione all’AIRE

Questo decreto, cerca di superare un problema critico per molti impatriati che, nonostante avendo lavorato in modo continuativo all’estero, acquisendo di fatto la residenza estera, non si erano iscritti all’Aire (anagrafe italiani residenti all’estero).

Ora, alla luce della nuova normativa, per accedere al regime agevolato non è più necessaria la pregressa iscrizione all’Aire, purchè abbiano avuto la residenza fiscale in un altro Stato con cui è in essere una convenzione contro le doppie imposizioni, nei due periodi d’imposta precedenti il trasferimento in Italia. Il criterio valutativo sulla residenza fiscale (a prescidere dall’iscrizione nella anagrafe degli italiani residenti all’estero), viene dunque demandata alla normativa contenuta nell’articolo 4 della convenzione OCSE, che stabilisce le modalità di definizione della residenza fiscale in base ai parametri  cd. “tie break rules” (criteri a cascata) che puntano ad individuare l’unicità della residenza fiscale,  definendola in capo ad uno dei due Stati.

La convenzione  contiene regole che consentono di risolvere i cosiddetti conflitti di residenza. Se,  in base alla norma italiana e quella dell’altro Stato contrente, il soggetto si considera residente in entrambi gli Stati, per stabilire in quale Stato sia effettivamente residente si devono applicare le cosiddette tie break rules contenute nel trattato, secondo le quali – di norma – la persona si considera residente:
a) nello Stato in cui dispone di un’abitazione permanente;
b) se ha l’abitazione permanente in entrambi gli Stati, in quello in cui le sue relazioni personali ed economiche sono più strette;
c) se non si può individuare tale Stato, in quello in cui «soggiorna abitualmente»;
d) se soggiorna abitualmente in entrambi gli Stati, in quello della cittadinanza;
e) in caso di doppia cittadinanza: accordo fra le autorità competenti.

Questa nuova norma supera l’interpretazione in precedenza fornita dal Fisco e soprattutto dalla Cassazione (16634/2018; 21970/2015; 1215/1998),  secondo cui,  l’iscrizione o la mancata iscrizione alle liste della popolazione residente all’estero,  aveva valore di presunzione assoluta di residenza nel territorio dello Stato ed era preclusiva di ogni ulteriore accertamento.

Oggi questa norma  si riferisce nello specifico ai soggetti impatriati, però, è destinata a produrre effetti anche oltre l’ambito applicativo  degli specifici regimi agevolati.

Queste nuove condizioni sono rivolte sia ai lavoratori “impatriati” (art. 16 Dlgs 147/2015) che al rimpatrio dei ricercatori/docenti (articolo 44 del D.L, 78/2010), rientrati in Italia dal periodo d’imposta successivo al  31/12/2019. Questo,  lascierebbe intendere  che per fruire nei benefici potenziati,  il soggetto rientri il prossimo periodo d’imposta.

Il decreto prevede inoltre che,  i soggetti non iscritti all’Aire, che rientrano nel corso del 2019, hanno diritto alla fruizione degli sgravi fiscali nella misura prevista al 31.12.2018. Questo fatto comporta una discriminazione temporale che potrebbe essere corretta in fase di conversione del decreto. Il beneficio (non potenziato) viene inoltre esteso a quei soggetti non iscritti all’Aire destinatari di atti impositivi ancora impugnabili (o in contenzioso); non è in ogni caso previsto il rimborso delle imposte già versate precedentemente, in caso di adempimento spontaneo.


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