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La nuova assemblea condominiale on line

È difficile pensare che il legislatore del 1942 abbia previsto la possibilità di un’assemblea condominiale in videoconferenza, la riforma del condominio sembra aver preso in considerazione tale eventualità, essendosi limitata a stabilire che l’avviso di convocazione, contenente specifica indicazione dell’ordine del giorno, deve essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per l’adunanza in prima convocazione, anche mezzo di posta elettronica certificata.

Del resto lo stesso articolo 66 disp. att. c.c., anche dopo la c.d Riforma del condominio, ha continuato a prevedere che l’avviso di convocazione dell’adunanza debba contenere anche l’indicazione del luogo, da intendersi come unico; una riunione in streaming invece è un incontro fra più persone dislocate in sedi diverse, che avviene tramite un meccanismo in grado di incanalare il sistema audio e il sistema video sui dispositivi di tutti i partecipanti (una piattaforma online).

L’opinione che si è consolidata nel tempo ha sempre dato per pacifico che l’assemblea condominiale si dovesse necessariamente  svolgere in un luogo fisico, alla presenza contestuale degli “intervenuti” sul posto, anche per valorizzare quelle che sono le regole cardine in ordine al funzionamento degli organi collegiali che valorizzano il momento partecipativo.

In ogni caso l’art 66 disp. att. c.c è da considerare norma inderogabile (si veda l’art 72 disp. att. c.c) secondo cui i regolamenti di condominio non possono derogare alle disposizioni dei precedenti articoli 63, 66, 67 e 69.

L’ammissibilità dell’assemblea condominiale on line prima del c.d. Decreto Agosto

Secondo un’opinione espressa – prima della conversione in legge del Decreto Agosto – da autorevole dottrina (Scarpa), la scarna regolamentazione del procedimento assembleare condominiale, contenuta negli artt. 1136 codice civile, 66 e 67 disp. att. c.c., non rivelerebbe alcuna previsione ostativa all’intervento ed all’espressione di voto degli aventi diritto mediante mezzi di telecomunicazione; a tal fine neppure occorrerebbe un’apposita previsione del regolamento di condominio.

Per questa tesi, quindi, anche se si fosse disposto lo svolgimento esclusivo dell’assemblea in videoconferenza (cosiddetta “assemblea virtuale”), non vi sarebbe stata alcuna distorsione sostanziale dai principi essenziali del metodo collegiale, permettendosi comunque a tutti gli aventi diritto di partecipare attivamente in condizioni paritarie alla discussione ed alla votazione simultanea sugli argomenti all’ordine del giorno.

Assemblea on line: le novità del c.d. Decreto Agosto

La legittimità di un’assemblea in streaming sembra non possa essere messa in discussione dopo l’approvazione della legge 13 ottobre 2020, n. 126 (pubblicata  sul supplemento ordinario n. 37/L alla Gazzetta ufficiale n. 253 del 13 ottobre 2020 recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia”. Infatti, all’articolo 63 del Dl 104/2020, la legge di conversione ha inserito una modifica dell’art 66 disp. att. c.c, ammettendo l’assemblea in streaming. In particolare si precisa che, anche  ove  non   espressamente   previsto   dal   regolamento condominiale, la partecipazione all’assemblea può avvenire in modalità di videoconferenza ma previo consenso di tutti i condomini.  Secondo autorevole dottrina (Scarpa) il consenso unanime preventivo alla partecipazione all’assemblea in modalità di videoconferenza, stabilito dal comma 6 dell’art. 66, disp. att. cod. civ., non costituirebbe, però, un nuovo requisito di validità di una delibera altrimenti invalida. Rappresenterebbe invece una prescrizione di legge in senso formale priva di una reale attitudine ad esprimere norme.

Del resto sembra sempre possibile un’assemblea “mista” (cioè in presenza e in streaming). In  ogni caso,  il  verbale,  redatto  dal  segretario (che può essere l’amministratore)  e   sottoscritto dal presidente, viene trasmesso all’amministratore (qualora non sia nominato segretario) e a tutti i condomini con le medesime formalità previste per la convocazione. Naturalmente, si precisa anche che se l’assemblea è prevista in  modalità’  di  videoconferenza,  l’avviso di convocazione (da inviare con le solite modalità) dovrà contenere l’indicazione della piattaforma elettronica sulla quale si terrà la riunione e  dell’ora della stessa. In ogni caso il Servizio Studi del Senato (dossier del 7 agosto scorso) ha già suggerito alcune integrazioni alla norma sulle assemblee condominiali a distanza, indicando, tra l’altro, tra gli aspetti da regolare quelli relativi alla tutela dei dati personali e quelli afferenti le modalità tecniche da adottate per consentire al condomino di accedere alla riunione da remoto, oltre che per stabilire l’esatto momento in cui può definirsi partecipante “telematico” ad essa.

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