Fatturazione Elettronica FeB2B - Firma Digitale - PEC Ready

Oltre 75 anni trascorsi affiancando il cliente offrendo un servizio customizzato in base alle Sue esigenze, dimensioni ed ambizioni

“La sapienza è figliola della sperienzia” L. Da Vinci

Consulenze e Servizi

Consulenza del Lavoro

Gestione completa del personale dipendente e parasubordinato

Fiscale e Tributario

Gestione completa dei rapporti tra Erario e Contribuenti

Operazioni Straordinarie

Assistenza del cliente nelle operazioni straordinarie aziendali

Valutazione d’Azienda

Assistenza del cliente nella valutazione di business ulteriori e/o alternativi

Start Up Innovative

Consulenza alle start up innovative, dall’idea all’avvio attività

Contenzioso Tributario

Assistenza contenzioso Agenzia Entrate e ricorsi Commissioni Tributarie

Accesso Servizi Online

Powered by TeamSystem

I nostri numeri

0
Anni
0
Clienti
0
Professionisti
0
Awards
0
Sedi

Brexit: l’impatto sui diritti dei cittadini europei

Il Regno Unito e l’Unione europea hanno raggiunto una bozza di accordo e il Consiglio Europeo ha accettato di concedere un’estensione fino al 31 gennaio 2020.

Tuttavia, e’ stato anche stabilito che se le parti dovessero giungere ad un accordo prima di tale data, il Regno Unito uscira’ dall’Unione Europea il primo giorno del mese successivo al raggiungimento di detto accordo.

L’effetto della Brexit sulle persone fisiche e le imprese dipendera’ da diversi fattori, che vengono specificati sotto, ma un dato e’ certo: a partire dal giorno dell’uscita la liberta’ di circolazione come prevista attualmente avra’ fine.

Quanto ai cittadini europei che attualmente risiedono nel Regno Unito, e a condizione che gli stessi presentino domanda entro il 31 dicembre 2020 in caso di no deal (o entro giugno 2021 in caso di deal), questi e i loro familiari potranno continuare a risiedere a tempo indeterminato nel Regno Unito.

Il governo britannico non ha annunciato cambiamenti con riferimento all’Eu Settlement Scheme: continueranno, dunque, ad applicarsi le procedure finora previste.

Una volta inviata la domanda, il cittadino europeo otterra’ il settled status, conosciuto anche come “indefinite leave to remain”, e cio’ nel caso di coloro che risiedono nel Regno Unito da almeno cinque anni. Coloro che invece non sono residenti nel Regno Unito da almeno cinque anni potranno ottenere il pre-settled status: in questo caso otterranno un permesso a rimanere nel paese fino a cinque anni al fine di qualificarsi per poter richiedere il settled status.

I cittadini europei che arriveranno nel Regno Unito dopo il giorno dell’uscita (ovvero dopo il 31 gennaio – data attualmente prevista per l’uscita dall’Unione europea), potranno ancora trasferirsi nel Regno Unito purché richiedano, entro dicembre 2020, il congedo temporaneo europeo (European Temporary Leave to Remain – TLR). La concessione di questo status riconosce il diritto a rimanere nel Regno Unito per un periodo di tre anni. Alla scadenza dei tre anni il cittadino europeo che voglia prolungare ulteriormente la propria permanenza dovrà adeguarsi al nuovo sistema di immigrazione che dovrebbe entrare in vigore a partire da gennaio 2021.

In caso di deal, la libertà di circolazione resterà immutata fino a gennaio 2021. Trascorso questo periodo i cittadini che non hanno presentato alcuna domanda che riconosca loro il diritto a risiedere in UK, potranno arrivare nel Regno Unito solo come visitatori; pertanto, tali persone non potranno lavorare, studiare o ottenere dei benefit nel Regno Unito.

Tutti coloro che vorranno entare nel Paese dopo tale data dovranno ottenere una previa autorizzazione in base al nuovo sistema di immigrazione che verra’ introdotto.

A partire dal 6 gennaio 2020, cambieranno anche le regole per i documenti che consentono di entrare nel Regno Unito con una graduale eliminazione delle carte d’identità nazionali nel corso del 2020.

Tutte queste modifiche impongono una maggiore attenzione da parte delle imprese e dei datori di lavoro, che dovranno assicurare il rispetto delle nuove regole da parte dei lavoratori europei che svolgono attività nel Regno Unito.

L'articolo Brexit: l’impatto sui diritti dei cittadini europei proviene da FISCOeTASSE.com Blog.

Corporation Tax nel Regno Unito – deducibilita’ delle spese di intrattenimento e regali natalizi a livello aziendale

Le regole fiscali del Regno Unito sulla deducibilità delle spese di intrattenimento dei client a livello aziendale sono spesso fraintese: il fatto che le spese siano sostenute avendo come fine ultimo lo sviluppo della attivita’ commerciale della societa’ in esame non le rende per questo deducibili.

Fatte salve alcune eccezioni limitate, non è consentita alcuna detrazione a livello aziendale per spese di intrattenimento e regali effettuati, nel calcolo degli utili societari imponibili.

L’intrattenimento è la fornitura di ospitalità o di altre tipologie di intrattenimento a clienti a titolo gratuito.

Cosa si intende nel Regno Unito per intrattenimento (o client entertainment)?

L’ospitalità include la fornitura di bevande e/o beni alimentari o benefici simili per i quali il destinatario non paga nessun corrispettivo.

La non deducibilita’ si estende anche all’ospitalità sovvenzionata laddove l’addebito al destinatario non copra in toto i costi di fornitura dell’intrattenimento o dell’ospitalità.

Esempi di attività di intrattenimento includono il portare un fornitore fuori a pranzo, portare i clienti a un incontro di rugby o ad un concerto.

La definizione di client entertainment è molto ampia.

Eccezione 1: intrattenere i dipendenti

Una delle principali eccezioni alla regola generale secondo cui non è possibile detrarre le spese di intrattenimento è quella relativa all’intrattenimento del proprio personale.

Una detrazione è consentita per le spese di intrattenimento sopra citate a condizione che le spese siano sostenute interamente ed esclusivamente ai fini dello sviluppo della attivita’ commerciale in essere e che l’intrattenimento del personale non sia meramente incidentale rispetto all’intrattenimento dei clienti.

Ad esempio, una società e’ in grado di detrarre il costo della festa di Natale organizzata per il personale nel calcolo dei suoi utili imponibili.

Da considerare e’ il fatto che se un’azienda decide di portare alcuni dei clienti ad una partita di tennis a Wimbledon, il fatto che un certo numero di dipendenti abbia partecipato all’evento non è sufficiente a garantire una detrazione poiché l’intrattenimento fornito per i dipendenti è secondario rispetto a quello fornito ai propri clienti.

Va notato che, a meno che non sia prevista un’esenzione, i dipendenti potrebbero aver ricevuto un beneficio tassabile a livello individuale in base alla tipologia di intrattenimento fornito.

Eccezione 2: normale attivita’ commerciale

La mancata deducibilita’ non si applica laddove l’attività aziendale sia quella di fornire ospitalità e, come tale, è consentita una detrazione per i costi sostenuti per fornirla fintanto che i costi siano sostenuti interamente ed esclusivamente ai fini della cosidetta particolare business activity della societa’.

Aziende come ristoranti e società di gestione di eventi rientrano in questa categoria.

Eccezione 3: obbligo contrattuale di fornire servizi intrattenimento

Laddove l’intrattenimento è previsto da un obbligo contrattuale, questo non è trattato come intrattenimento aziendale e una detrazione è consentita per il suo costo.

Un esempio classico potrebbe essere l’ospitalità fornita come parte di un pacchetto di servizi ai propri clienti.

Tuttavia, l’azienda dovrebbe essere in grado di dimostrare di aver ricevuto un ritorno sul relativo investimento per l’intrattenimento fornito ai propri clienti.

Eccezione 4: regali ai propri clienti

La fornitura di regali aziendali ai propri per client in occasioni particolari come il Natale viene considerata come un’attività di intrattenimento con il risultato che una detrazione per i succitati costi non è generalmente consentita.

Tuttavia, esiste un’eccezione per i regali che costino alla Societa’ non più di £50 all’anno per destinatario e che apportino una pubblicità cospicua per l’azienda.

Un esempio di regalo deducibile potrebbe essere una agenda o una bottiglia d’acqua con il marchio aziendale impresso su di essa.

Il fatto che l’intrattenimento sia sostenuto a fini prettamente commerciali non significa che sia ammissibile come costo; l’intrattenimento aziendale dovra’ quindi essere considerato come un costo non deducibile che andra’ ad incrementare indirettamente le imposte societarie.

Nota legislativa: CTA 2009, ss. 1298 – 1300.

L'articolo Corporation Tax nel Regno Unito – deducibilita’ delle spese di intrattenimento e regali natalizi a livello aziendale proviene da FISCOeTASSE.com Blog.

Appalti: responsabilita’ solidale sulle ritenute d’acconto

La nuova Legge di bilancio ristabilisce la responsabilità solidale in relazione alle ritenute d’acconto negli appalti, prevedendo un articolato sistema tra comunicazione delle informazioni e pagamenti.

Responsabilita’ solidale committente

Abrogata con il D.Lgs 175/2014, la previsione della responsabilità solidale in relazione alle ritenute d’acconto negli appalti, viene invece ristabilita dall’art 4 del D.L. 26.10.2019 n.124.

Il decreto fiscale, collegato alla legge di bilancio 2020, aggiunge infatti il nuovo art.17-bis al D.Lgs 241/1997, con il quale viene previsto che i soggetti che affidano il compimento di un’opera o un servizio ad un’impresa sono tenuti al versamento di tutte le ritenute fiscali relative ai lavoratori dipendenti o assimilati impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio, operate dall’impresa appaltatrice o affidataria e dalle imprese subappaltatrici.  

I soggetti che rientrano in tale previsione sono i soggetti di cui al comma 1 dell’art.23 del D.P.R. 29.09.1973 n.600, ovvero tutti i sostituti d’imposta, compresi gli enti pubblici e i condomini.

Al comma 3 del succitato articolo viene inoltre previsto che l’importo complessivo debba essere versato dalle imprese appaltatrici o subappaltatrici al committente con almeno cinque giorni lavorativi di anticipo rispetto alla scadenza del versamento all’erario, su specifico conto corrente bancario o postale comunicato dal committente.

Tutto ciò vuol dire che il committente diventa responsabile solidale per le ritenute versate dalle imprese appaltatrici ai loro lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio affidato.

Documentazione richiesta

Il successivo comma 5, obbliga inoltre le appaltatrici e le eventuali subappaltatrici all’invio tramite PEC al committente della seguente documentazione:

  • elenco di tutti i lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio con l’indicazione dettagliata delle ore di lavoro, delle retribuzioni e delle ritenute applicate;
  • dati utili alla compilazione delle deleghe di pagamento;
  • dati identificativi del bonifico relativo all’importo versato ai sensi del comma 3.

L’amministrazione finanziaria, pur assegnando l’onere del versamento delle deleghe di pagamento alle committenti, vieta inoltre, con il successivo comma 4, di procedere all’eventuale compensazione in F24 di tale somme con propri crediti.

Il committente deve comunicare poi, tramite PEC, entro 5 giorni dal pagamento delle ritenute, alle imprese appaltatrici o subappaltatrici, di aver effettuato il versamento.

Nel caso in cui le appaltatrici o subappaltatrici non effettuino il versamento dei fondi necessari al pagamento o non rispettino le modalità di cui al comma 5, la committente deve sospendere il pagamento dei corrispettivi spettanti alle stesse vincolando le somme disponibili al pagamento delle ritenute. Entro 90 giorni deve darne comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Opzione per versamento ditte appaltatrici

Il committente ha però la possibilità di liberarsi dall’obbligo del versamento se, entro la data prevista per il trasferimento dei fondi necessari al versamento delle deleghe, le appaltatrici o subappaltatrici comunicano al committente la volontà di effettuare in proprio il versamento delle ritenute. In tal caso devono allegare un documento nel quale certificano la possidenza, all’ultimo giorno del mese precedente al pagamento, di due requisiti:

  1. siano in attività da almeno 5 anni oppure dichiarino di aver versato negli ultimi due anni un importo pari o superiore a 2 milioni di euro;
  2. non abbiano iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi relativi a tributi e contributi previdenziali per importi superiori a 50.000 euro, per i quali siano ancora dovuti pagamenti o per i quali non siano stati accordati provvedimenti di sospensione. 

L'articolo Appalti: responsabilita’ solidale sulle ritenute d’acconto proviene da FISCOeTASSE.com Blog.

Partite Iva, acconti ridotti al 50% anche per forfettari e minimi

La modifica introdotta dal decreto fiscale per i soggetti interessati dagli Isa vale anche per forfettari, minimi, contribuenti che determinano il reddito con altre tipologie di criteri forfetari e che ricadono nelle altre cause di esclusione dagli Isa. E per questi soggetti vale anche per cedolare secca, Ivie e Ivafe